dic 15 2008

Messaggio alla Diocesi per il Natale 2008

«Un bambino è nato per noi: ci è stato dato un figlio» (Is 9,5)

Carissimi,
in questa profezia ci viene rivelato il mistero dell’Incarnazione: il figlio di Dio diventa “figlio dell’uomo”, l’Onnipotente Dio si fa bambino impotente, il trascendente si fa uomo, l’immortale si fa mortale, il forte si fa debole per noi.
S. Paolo esprimerà molto bene questo mistero: «Egli si è fatto povero per voi per arricchire voi con la sua povertà» (cfr. 2 Cor 8,9).
Un “mirabile scambio” ci coinvolge: Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventi Dio. L’umanità diventa, così, capace di presenza divina: una presenza che rifugge insensati pensieri di possesso sugli altri, balzane pretese di onnipotenza o di ostentata autosufficienza; la presenza divina si manifesta in noi, come un fecondo fluire, nel nostro donare e donarsi.
Sì, un “gioioso scambio” di doni e di donarsi tra Dio e noi ci coinvolge: siamo innestati in una vita nuova dal momento che Dio, divenendo uomo, assume la nostra povera carne e noi, dalla sua povertà, riceviamo la ricchezza della vita divina (Cfr. GREGORIO DI NISSA, Omelie sulle beatitudini, Orazione I, PG 44, 1201).
La nostra vita, connotata da fragilità e limiti, dove attingerà la sua pienezza? Da Dio, che si dona a noi, che è nostra ricchezza. L’ammirabile scambio del Natale di Gesù ci rivela che se accogliamo il dono di Dio, e dei fratelli, divenendo a nostra volta dono per Dio e per gli altri, possiamo ottenere, anzi “essere” noi, le vere ricchezze del mondo.
C’è finalmente un Uomo la cui esistenza è radicalmente nuova, perché essenziale, liberante, aperta a Dio e all’uomo.
Essenziale è una vita che ci mette in relazione di scambio amorevole con la realtà. Essenziale dunque si oppone ad autoreferenziale, a estraneo, a egoistico. L’agire di Dio è essenziale perché ci trasmette la verità, ciò che veramente conta: donare la propria vita per amore!
Il nostro tempo, con tutta la complessità di problemi, soffre soprattutto la mancanza di relazioni vere, gratuite, fraterne.
Essenziale allora diventa per noi vivere quotidianamente il vangelo, assumere lo stile di vita di Gesù, le sue scelte, i suoi criteri, le sue esigenze e quindi scegliere la via della piccolezza, la via di un’umanità che non ferisce, non condanna, ma condivide e ama.
E questo è estremamente liberante. La scelta di una vita essenziale valorizza i rapporti, rende capaci di perdono e di riconciliazione, libera da inghippi derivanti dal compromesso, dona e diffonde gioia.
È Natale! Dio si fa vicino all’uomo, a ogni uomo e ogni donna, e abbracciando la nostra umanità, ci riporta alle nostre origini, ridesta la nostalgia di vivere di Dio, per Dio, con Dio.
Auguro che il nostro Natale qui, nella nostra diocesi di Lamezia Terme, sia determinato, in ciascuno di noi, da un ritorno all’essenzialità della vita e delle scelte, per essere meno individualisti e più, veramente e reciprocamente, solidali; per imparare ad amare senza possedere, a non considerare determinati diritti privati un assoluto e quello che è un egoismo esasperato una virtù.
Attingiamo dalla nascita di questo Bambino il gusto e lo stupore di un Dio che ci ama e che ci spinge, col suo stesso esserci, a cercare ciò che è essenziale: il bene di tutti!

Vi benedico,
+ Luigi, Vescovo