Messaggio di Pasqua
Messaggio alla Diocesi da parte del Vescovo Luigi Cantafora
«… la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino» (Rm 13,11-12).
Accogliamo l’esortazione dell’Apostolo Paolo, che ci fa consapevoli che Cristo ha già sconfitto il peccato e la morte. Il Crocifisso è Risorto, e con lui inizia una storia nuova.
L’Apostolo ci proietta anche verso il compimento futuro, che il Signore prepara per noi. Il giorno è vicino, ma noi avvertiamo di essere ancora nella notte. Tutto ciò ci rimanda al nostro presente, già abitato dalla vittoria di Cristo, ma ancora insidioso, attraversato dalle tenebre.
Da più parti si sente parlare di crisi, sotto molteplici aspetti. Conosciamo tutti la situazione e tutti portiamo il peso delle scelte, dei grandi e dei piccoli, dettate dalla falsificazione dell’immagine del vero Dio con il dio “mammona” (Mt 6,24; Lc 16,13), da «quella avarizia insaziabile che è idolatria» (Col 3,5).
Non possiamo non pensare ai poveri, alle povertà antiche e nuove, presenti in mezzo noi: alle persone disoccupate, alle disgregazioni familiari, ai diritti lesi di tanti lavoratori, alle paure dell’altro e degli altri, alle sacche di illegalità e mafiosità, ai nostri giovani defraudati di senso della vita e di futuro… fino alla vita stessa calpestata con aborti e omicidi.
Che fare? Davvero, la notte, le tenebre, sembrano regnare sovrane… Ma san Paolo ancora oggi ci annuncia: il giorno è vicino! È l’annuncio che risuona in tutto il Nuovo Testamento: «Il regno di Dio è vicino» (Mc 1,15); «Il Signore è vicino!» (Fil 4,5). E non è un semplice auspicio, un pio desiderio utopistico. Cristo non è una bella idea astratta, ma il Vivente, il Vivificante perché morto e risorto a vantaggio di tutti noi: davvero l’incontro con lui può cambiare le nostre vite, rinnovarci profondamente. Il giorno vicino è questo giorno, l’oggi pasquale, la stella radiosa del mattino che è Cristo Risorto.
La morte presente nel mondo non è l’ultima parola. Cristo Risorto ci dice che è divenuta possibile la vita vissuta con amore; c’è una vita spesa per amore, consumata dall’amore, che non muore, anzi che vince la morte.
Gli uomini rinnovati da Cristo portano anche nella società il germe della resurrezione. Diceva il Santo Padre, recentemente, al clero di Roma: «La giustizia si realizza solo se ci sono i giusti. E i giusti non ci sono se non c’è il lavoro umile, quotidiano, di convertire i cuori. E di creare giustizia nei cuori… E le strutture buone non si realizzano se si oppone l’egoismo di persone competenti» (Discorso del 26 febbraio 2009).
Solo con Cristo possiamo costruire la giustizia, e soprattutto, vivere la carità. Gesti nuovi, gratuiti, di unità, di ricerca del bene comune, di solidarietà, di rinnovamento culturale e sociale, sgorgano dagli uomini nuovi.
Ecco allora la Pasqua: Cristo, potenza di Dio, che «sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l’innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. Dissipa l’odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace» (Preconio pasquale).
Vi benedico, con profondo affetto.
Lamezia Terme, 1 aprile 2009
+ Luigi, vescovo

