La festa in onore di Sant’Antonio
Raduno regionale delle forze armate e messa solenne presieduta dal cardinale Giovanni Coppa, nunzio apostolico emerito in Repubblica Ceca e Slovacchia, sono stati celebrati ieri in onore di Sant’Antonio di Padova, definito dal cardinale il Santo dell’amore.
Per l’occasione è stato allestito un palco all’esterno della Chiesa, anche se dato il caldo torrido è stata necessaria la somministrazione di acqua ai presenti e di berrettini per evitare insolazione.
Ha animato la liturgia il coro polifonico Santissima Trinità diretto da Giovanna Massara. Erano presenti oltre al vescovo Luigi Cantafora, Mario Magno per la Regione, Giampaolo Bevilacqua e Peppino Ruberto per la Provincia, il sindaco Gianni Speranza e l’intera sua giunta più le varie rappresentanze di tutte le Forze dell’Ordine.
Nell’omelia il cardinale ha raccontato la storia del Santo nato con il nome di Fernando Martins a Lisbona il 15 agosto 1195.
Dall’età di 15 anni monaco agostiniano a Coimbra, dal 1220 frate francescano con il nome di fra’ Antonio. Viaggiò molto, vivendo prima in Portogallo quindi in Italia ed in Francia. Nel 1221 ad Assisi, conobbe di persona San Francesco. Per le sue doti di predicatore, mostrate per la prima volta a Forlì nel 1222, fu incaricato dell’insegnamento della teologia e inviato per questo dallo stesso San Francesco a contrastare la diffusione dell’eresia catara in Francia. Si spense a Padova nella sua celletta il 13 giugno del 1231 a 36 anni. Dopo appena un anno Gregorio IX lo canonizzava e nel 1246 fu dichiarato Santo.
Poi il cardinale si è soffermato sul perché il Santo di Padova sia tanto venerato in Italia e nella Regione Calabria: «Ha seminato e coltivato amore con la preghiera. I suoi miracoli così numerosi sono rappresentati su una vetrata nella Chiesa di San Francesco D’Assisi».
Alla fine dell’omelia sono state consegnate delle targhe ricordo da parte dell’Associazione di polizia al cardinale Giovanni Coppa «per il suo impegno profuso nel sociale», e a tutte le rappresentanze religiose, civili e delle numerose forze dell’ordine con le loro associazioni presenti.
GAZZETTADELSUD Dora Anna Rocca

