nov 30 2009

Il cardinale Poupard a Lamezia

Vi proponiamo un altro articolo relativo alla visita del cardinale alla nostra Diocesi.

NON poteva che assumere il carattere della solennità e della pregnanza l’avvio della scuola diocesana di Dottrina sociale della chiesa, soprattutto per il prezioso apporto del cardinale Paul Poupard, presidente emerito del pontificio
consiglio della cultura e del pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Ma anche per la partecipazione numerosa, attenta ed interessata di quanti gremivano la chiesa cattedrale, con in prima fila molte autorità, tra le
quali il sindaco di Lamezia Terme GianniSperanza ed altri sindaci di centri urbani ricadenti nel territorio lametino.
Dopo il momento di preghiera e di lettura con alcuni brani del Vangelo e di un passo tratto dalla Lettera Enciclica
“Caritas in Veritate” di Benedetto XVI (momento pubblicamente apprezzato dal Cardinale), il direttore dell’Ufficio
di pastorale sociale e del lavoro - don Leonardo Diaco- ha illustrato per sommi capi i momenti che hanno scandito
il cammino della scuola diocesana ed i suoi riflessi positivi all’interno di un territorio particolarmente difficile
ma ricco di risorse e di speranze, come hanno avuto modo di testimoniare alcuni giovani imprenditori e professionisti
intervenuti. Il cardinale Paul Poupard, evidenziando i stretti legami conil magisterodi alcuniprecedenti pontefici sui quali s’è basata lalettera enciclica”Caritas in Veritate”, ha poi approfondito le ragioni attraverso le quali si percepisce il
nettolegame del pensiero della chiesa e la determinazione da essa avuta in una continuità di indicazione e di insegnamenti che caratterizzano tutta la dottrina sociale della chiesa. In effetti, ha inteso illustrare l’eminente cardinale, resta tutto poderoso e pregnante l’insegnamento stesso che proviene dalla “Populorum Progressio”di Paolo VI o finanche dai pontefici precedenti, ripreso in successivi documenti del magistero, riproposti con l’attuale “Caritas in Veritate” di Benedetto XVI. La preoccupazione della chiesa, insomma, percepisce il bisogno di riportare l’uomo
al centro dello sviluppo integrale: «egli oggi soffre perché è privo di pensieri propri». Occorre allora un umanesimo
integrale, in una spinta che tende aprivilegiare «un’apertura verso l’assoluto». La chiesa non persegue altri
fini se non quello di far riconoscere all’uomo come soltanto la fede, l’amore e la carità costituiscano la vera chiave
di lettura per tale sviluppo integrale e solidale tra i popoli, riscoprendo di conseguenza il senso pieno della fratellanza
che accomuna ogni uomo, tutti i popoli e le nazioni. Infatti, dopo aver esposto alcuni principi di economiaetica, resta
ben evidente - ha sottolineato il Cardinal Poupard- «che per una società globalizzata nel segno della fraternità
non deve emergere solo “l’uomo sociale”, o”l’uomo sapiente”, oppure “l’uomo economico”; masi è anche e principalmente “uomo religioso e spirituale”, aperto al trascendente e non soggiogato dalla invadenza della scienza tecnologica che egoisticamente crede di poter essere da sola il motore dello sviluppo integrale».
Intervenendo a conclusione della magistrale prolusione del cardinale, il vescovo Luigi Antonio Cantafora ha
richiamato gli impegni dei cristiani e l’importanza di una formazione permanente verso la quale «tutti si devono
dimostrare interessati perchè oggi lasocietà ha bisogno di guide forti, competenti, autorevoli».

di GIOVANNI MARIA CATALDI (il quotidiano di calabria)