Il Cardinale Paul Poupard a Lamezia
Globalizzazione, finanza, rapporti internazionali, rispetto dei diritti umani, uso e non abuso della natura, in due parole: sviluppo umano. Tutti temi contenuti nella terza enciclica di Papa Benedetto XVI “Caritas in veritate” e ripercorsi in un’affascinante illustrazione dal cardinale Paul Poupard, presidente emerito del Pontificio consiglio della cultura e del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso.
L’occasione è stata l’apertura ufficiale della Scuola diocesana di dottrina sociale della chiesa, avvenuta in una cattedrale gremita di fedeli, alla presenza del vescovo Luigi Cantafora.
In particolare, il cardinale ha messo in evidenza le continuità ma anche le novità contenute nell’ultima enciclica, sottolineando come «la carità nella verità è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera».
Il binomio è indivisibile, ha detto monsignor Poupard, «la verità è luce che dà senso e valore alla carità, e senza verità la carità scivola nel sentimentalismo; l’amore diventa un guscio vuoto da riempire arbitrariamente. E un cristianesimo di carità senza verità può venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali».
Ripercorrendo i sei capitoli dell’enciclica, l’alto prelato ha messo in evidenza alcuni dei passaggi più significati dell’opera del Papa.
«Stiamo vivendo un momento di grande difficoltà culturale - ha sottolineato monsignor Poupard - ecco perché la chiesa deve riuscire a toccare l’anima dell’uomo, anche attraverso la dottrina sociale della chiesa che non è una teoria astratta ma un appello alle coscienze umane che non possono restare inermi ma agire».
Anche per questo, il Papa rivolge particolare attenzione allo sviluppo umano, esaminato in tutte le sue sfaccettature. «L’economia - ha spiegato il cardinale - ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, di un’etica amica della persona: no a uno sviluppo che sfrutta i lavoratori e la natura e non rispetta l’uomo e il diritto alla vita. Oggi lo sviluppo è policentrico: cresce la ricchezza mondiale in termini assoluti, ma aumentano le disparità e nascono nuove povertà, continua lo scandalo di disuguaglianze clamorose».
Ecco perché, ha aggiunto il cardinale, «lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia: a questo obiettivo il cristianesimo fornisce un aiuto indispensabile, con il concetto di unità del genere umano, composto dai figli di Dio».
Dopo l’appassionato intervento del cardinale Poupard, ha preso la parola il vescovo Cantafora che, nell’evidenziare gli obiettivi della scuola della dottrina sociale della chiesa, ha esortato i lametini allo studio e alla formazione continua. «Siamo alla resa dei conti - ha detto Cantafora - ecco perché prima di impegnarci in qualsiasi attività, soprattutto in politica, bisogna formarsi. Solo attraverso una formazione globale, che può garantire la costruzione di una coscienza civica e politica, possiamo riprendere in mano la nostra città ed uscire da questa empasse e da questa crisi in cui viviamo».
GAZZETTADELSUD (Luigina Pileggi)

